Sizzano, alla “Cantina Bianchi”

Il giovane Paolo Tealdi Bianchi ha raccolto un importante testimone e guida un”azienda volta al futuro
Battistelli: “Traguardo lusinghiero per un”azienda che costruisce un futuro dinamico su solide radici”



Un brindisi “storico” sotto ogni punto di vista. A levare alti i calici sono stati i numerosi ospiti dell”azienda vinicola biologica “Bianchi”, una fra le più rappresentative del territorio delle Colline Novaresi, che venerdì sera ha festeggiato i 220 anni di vita con una degustazione delle più grandi annate.
Degustazione che ha “fermato il tempo” addirittura al 1952, quando il vino “Fogarino” dell”allora patron Giuseppe Bianchi era un autentico mito apprezzato e richiesto ben oltre gli stretti confini del Novarese,



Giuseppe Bianchi era il nonno di Paolo Tealdi che, negli ultimi anni, ha raccolto il testimone della casa vinicola, forte di un”esperienza acquisita proprio dal nonno, oltre che da papà Mario Tealdi, ed affinata negli anni di studio alla scuola enologica di Alba.
Affiancato da validi collaboratori, Paolo Tealdi giuda oggi l”azienda verso i traguardi di un futuro sempre più ricco di innovazioni e rinnovamento: si allargano i confini del mercato, che ora guardano all”Europa e alle Americhe, e si affinano le tecniche di produzione. Un percorso che, però, viene qui vissuto con grande attenzione alla tradizione e alla qualità, innovando sì ma nel più assoluto rispetto dell”ambiente-vigneto, strada che ha convinto la famiglia Tealdi Bianchi ad intraprendere da tempo la via della viticoltura biologica.



L”azienda, da sempre iscritta alla Coldiretti, ha visto l”organizzazione presente ed orgogliosa del traguardo raggiunto: a Paolo Tealdi è stata donato una riproduzione ingrandita di una “copertina speciale” de “L”Iride Agricoltura 2000″ realizzata in “numero unico” per festeggiare l”evento.



Poi, come da programma, ecco il prosieguo di una degustazione attenta e completa, che ha toccato tutti i grandi vini di produzione con annate di assoluto rilievo, con particolare attenzione alle verticali di Gattinara (2000, 1999, 1988, 1983) e Ghemme (2000,1999,1974,1964) ed uno straordinario assaggio di Sizzano 1961.
Poi il già citato vino Fogarino 1952, pezzo raro della collezione di cantina.



Alla degustazione è seguita poi la cena nell”agriturismo che, negli ultimi anni, è stato affiancato all”azienda agricola: a deliziare gli ospiti, i piatti dello chef Flavio Giuliani e la sempre puntuale illustrazione dei vini serviti affidata al sommelier Roberto Vertua.


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