Funghi in campagna
…DOPO LA PIOGGIA SPUNTANO UN PO” OVUNQUE,
COLDIRETTI VI SPIEGA COME RACCOGLIERLI
Prima regola: raccogliere solo quelli di cui è certa la commestibilità e non rovinare il micelio nel terreno
Battistelli: “Un turismo diverso da tenere in considerazione. Un invito in campagna e in agriturismo”
Le piogge di questi giorni offrono, anche nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola, ottime prospettive per la raccolta dei funghi. Terre da porcino e da funghi più comuni (come i “chiodini”), le due province si preparano così all”assalto dei primi “cercatori” (più o meno professionisti) che come ogni anno popolano le campagne alla ricerca del ghiotto prodotto autunnale.
“Terre di funghi e castagne” conferma il direttore della Coldiretti di Novara e Vco Gabriel Battistelli “le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola vivono in questa fase dell”anno un “turismo” diverso da quello estivo e invernale. Nei mesi scorsi sono state le riviere lacustri a raccogliere, come sempre, un alto numero di turisti italiani e stranieri, e la cosa si ripeterà più avanti, questa volta sulle vette alpine, grazie alla stagione sciistica.
Coloro che vengono a raccogliere funghi e castagne da fuori provincia sono soprattutto cittadini che intendono per un giorno abbandonare il caos e il traffico per riscoprire la gioia di una giornata all”aria aperta”.
La raccolta è, molto spesso, solo un pretesto per vivere qualche ora in campagna, riscoprirne la natura, i colori e i sapori. Coldiretti Novara e Vco giudica positivamente il fatto ed anzi ha stilato un vademecum con i consigli rivolti a quanti intendono “divenire cercatori” e lanciarsi in un”avventura domenicale tra boschi e campagne.
- Il primo consiglio è quello di dotarsidi un”attrezzatura adeguata, in particolare scarpe, guanti e bastone .
- E” poi necessario accertarsi e rispettare le norme, i vincoli e i limiti di quantità imposti da Comuni o Comunità Montane, soprattutto per quanto riguarda la tipologia micologica che si intende raccogliere.
- Vanno tolti dal terreno con le mani dal terreno attraverso un movimento di torsione. Il fungo deve staccarsi alla base, mentre il micelio deve restare intatto nel terreno.
- Sconsigliate le borse in plastica per la raccolta, meglio un buon cesto di vimini.
- Raccogliere solo i funghi di cui si è certa la commestibilità. Non fidarsi di detti e luoghi comuni e, in caso di necessità e dubbi, rivolgersi ai Comuni, alle Asl e alle Unioni micologiche.
- Rispettare la natura e il lavoro nei campi agricoli, evitando di arrecare fastidio, danni o disturbo.
“I funghi , dice la Coldiretti – sono prodotti di valore medio sotto il profilo nutrizionale e contengono in prevalenza acqua, ma anche proteine, carboidrati, sostanze minerali e vitamine in percentuali variabili secondo il livello di maturazione. E” bene precisare che la loro raccolta non è un mero fatto di natura hobbistica, ma svolge anche un”azione economica di rilievo a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una notevole fonte di integrazione al reddito”.
Battistelli conclude rinnovando “l”invito in campagna e sui monti, meglio se con una sosta in agriturismo per coniugare alla giornata campagnola anche la riscoperta dei prodotti tipici del territorio… funghi compresi”.




